giovedì 7 giugno 2007

De vulgari Scoltenna


Cola' dritto, sovra il verde smalto del club,
vidi sabato mattina adunar la bella scola CiCiBo.
Presto mi furon palesi li spiriti canoisti magni,
che nel veder in me stesso ancor m'esalto.
I vidi Alessia con molti compagni, tra l'quali riconobbi Marcone et Jimmi,
le auguste Serena e Francesca e d'altra parte il re Cristiano
che fece per virtude un gran rifiuto.
Vidi Stick, Maria e infin Francesco,
poi c'alzai un poco piu le ciglia ecco Beppe,
il maestro di color che sannotutti lo miran, tutti onor li fanno.
Tosto volsersi a me con salutevol cenno,
Francesca e Serena e m'invitaronad essere cavia scoltennatore,
e le mie guide cosi celesti mi sorriser di tanto che non ebbi cuor di rifiutare.
Cristiano mi convinse dell'altezza e di esser degni
e Stick pose scommessa sul mio numero di bagni.
Poscia che ebber ragionato insieme alquanto, la compagnia in due si scema :
per il Panaro un gruppo li menae per il temibile Scoltenna l'altro li reca.
Per me si va nel fiume ridente, per me si va ne l'eterno toboga,
per me si va tra la perduta corrente,
ma il tempo e' propizio e le celesti guide Francesca e Serena
mi recan all'approdo senza dubbiosi disiri
Dico che alfin una sol volta l'acqua guata mi prese,
ma errar e' concesso con siffatti maestri.
Lodi dunque ai compari di discesa e ancor piu' onor loro mi fanno,
che mi fecer de la loro schieraio, ch'io fui ultimo tra cotanto senno!


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